I bestiari
I bestiari costituiscono uno dei generi più frequenti nel medioevo. Essi fanno riferimento al Physiologus la cui data ed autore sono tuttora sconosciuti. L'originale Physiologus scritto in greco descrive le caratteristiche di animali reali ed immaginari insieme ad interpretazioni allegoriche. Il Physiologus raccoglie leggende popolari, credenze e conoscenze pre-scientifiche da diverse culture, incluse quelle romane, greche, egiziane, ebree e indiane di cui si possono trovare traccia già dal quarto secolo AC. Nel physiologus queste tradizioni sono però modificate, così come in tutti i bestiari, per spiegare e giustificare la dottrina cristiana. 

I bestiari veri e propri sono ispirati dal libro Etimologiae di Isidore (XII secolo)che è un compendio enciclopedico che include un capitolo ispirato al Physiologus. I bestiari sono caratterizzati da una catalogazione più "scientifica" degli animali e sono spesso riccamente illustrati.

La rana è descritta in maniera alquanto ambigua, soprattutto nella versione originale del Physiologus. La rana terrestre sopporta le temperature calde e i raggi del sole, ma muore appena toccata dalla pioggia. La rana acquatica, quando viene colpita dai raggi del sole si nasconde nelle profondità dello stagno. Si tratta probabilmente di due distinte allegorie riguardanti le persone probe (rane terrestri) e le persone vili (rane acquatiche). 

Anche il Physiologus di Ephiphanius (e di Ponce de Leon) descrive due varietà di rana: la rana terrestre e la rana acquatica. La rana terrestre resiste a tutte le intemperie mentre la rana acquatica non sopporta il sole troppo forte. L'allegoria si riferisce alle persone oziose (rane acquatiche) che non hanno fibra morale.



Nel Physiologus è citata anche la salamandra. Essa è descritta come animale dalle mirabilanti caratteristiche: è in grado di spegnere il fuoco quando buttata in un forno e di far diventare fredda l'acqua di uno stagno. Abilità queste che possono essere alla portata dell'uomo di grande fede.