La rana sulla croce



Il nuovo museo d'arte moderna di Bolzano ha esposto per la sua inaugurazione una opera dell'artista tedesco Martin Kippenberger, personaggio controverso ma di una certa notorietà, morto a 44 anni nel 1997. L'esposizione dell'opera, proprietà di un privato, ha creato una vera bufera che ha generato accalorate invettive contro l'opera e chi ne ha permesso l'esposizione, determinandone l'occultamento e un licenziamento. Quello che gli insorti hanno visto nell'opera è la rappresentazione di Cristo con le sembianze di rana in uno dei momenti più sacri della cristianità, la crocifissione. Le stesse persone però non vedono altri particolari che in realtà suggeriscono un'interpretazione meno semplicistica: il boccale di birra e l'uovo. Quello che però mi interessa mettere in evidenza è il ruolo giocato dall'uso del simbolo rana. L'autore ha voluto probabilmente usare la rana seguendo la tradizione medioevale europea, cioè quella dei bestiari che rappresentano la rana come non-virtuosa, vile e facilmente vulnerabile. E questa versione allegorica è presente anche nella mente dell'osservatore, che nel caso sia di fede cattolica, la valuta come altamente offensiva.